Guidare in Italia è impresa per gente adusa a sensazioni forti, scafata di fronte alle avversità, indomita nello spirito e coraggiosa di fronte al pericolo. E' impresa per gente dai nervi saldi e dai polsi fermi che, con occhio d'aquila e mediterranea scaltrezza, si districa fra buche, ciclisti contromano, strade interrotte, ingorghi danteschi, lavori in corso, transenne abbandonate, autovelox, t-Red, vista-Red, tutor ed altre diavolerie sempre più tese a far cassa che non a garantire la sicurezza di pedoni ed automobilisti.
Oggi, in soccorso dell'automobilista sull'orlo di una crisi di nervi (e di portafogli), assillato dall'amletico dubbio circa la proponibilità dell'ennesimo ricorso al Giudice di Pace, giungono due software, gratuiti e di tipo "social", per migliorare la vita al volante: Waze e Trapster.
Il primo è un GPS "turn-by-turn", localizzato in italiano; il secondo potremmo definirlo "l'anti-autovelox" par excellence.
Oggi, in soccorso dell'automobilista sull'orlo di una crisi di nervi (e di portafogli), assillato dall'amletico dubbio circa la proponibilità dell'ennesimo ricorso al Giudice di Pace, giungono due software, gratuiti e di tipo "social", per migliorare la vita al volante: Waze e Trapster.
Il primo è un GPS "turn-by-turn", localizzato in italiano; il secondo potremmo definirlo "l'anti-autovelox" par excellence.
Vediamoli meglio in dettaglio.






